sabato 30 agosto 2008

Manchester United - Zenit San Pietroburgo 1-2


PRIME OCCASIONI – Dopo mezz’ora di battaglia a centrocampo e di riposo per i portieri, lo United – che fino a quel momento aveva fatto la partita – riparte in contropiede con Tevez che dopo un’incredibile azione sulla destra serve Rooney dinanzi alla porta, ma l’ex stella enfant prodige dell’Everton perde il tempo e calcia su Malafeev. Risponde lo Zenit con Križanac, che sbuca sul secondo su un cross dalla trequarti di Dominguez, ma van der Sar si trova al posto giusto nel momento giusto e respinge il pallone, impresa che purtroppo non gli riesce sette minuti dopo, quando sul corner dalla sinistra di Dominguez Denisov prolunga il pallone sul secondo palo dove Pogrebnyak anticipa Scholes e fa 1-0.

DOMINIO ZENIT – Al rientro in campo lo Zenit presenta una novità recante sulla maglia il numero 10, si tratta di Andrej Arshavin, che prende il posto di Dominguez, ben comportatosi nel primo tempo. Con Arshavin però è tutt’altra musica: il piccolo (172 cm x 62 kg) attaccante pietroburghese fa impazzire la difesa dei Red Devils, e del suo ingresso si giova l’intera squadra, che trova il raddoppio al 59’ con Danny, che dimostra di valere almeno 15 dei 30 milioni sborsati per lui partendo della trequarti e facendo ammattire mezza difesa dello United prima di insaccare il pallone alle spalle di van der Sar.

ARREMBAGGIO UNITED – Sotto di due gol, Sir Alex Ferguson si gioca le carte Park e O’Shea, gli unici due over 21 presenti in panchina oltre a Wes Brown, che subentrerà a Gary Neville al 76’. E sono proprio i due neoentrati a confezionare, con la collaborazione di Tevez, la prima azione pericolosa dello United nella ripresa. Ci prova poi l’argentino (66’, palla alta), poi nuovamente O’Shea (69’, tiro contrato da Širl), quindi Scholes, ma la sua conclusione da fuori area termina alta. Per il gol dello United bisogna attendere il 73’, quando sugli sviluppi di un corner di Nani dalla destra Tevez serve a Vidic il pallone dell’1-2. Lo United è ormai tutto proteso in avanti alla ricerca del gol che varrebbe i supplementari, ma non riesce mai ad impegnare seriamente Malafeev (chiamato ad una sola vera parata su O’Shea, all’86’). Dello sbilanciamento in avanti del Manchester approfitta lo Zenit, che all’87’ imbastisce un gran contropiede con Arshavin e Danny, ma il portoghese si divora il gol-Supercoppa tenendo in vita le speranze del Manchester, che torna all’attacco con tanta, forse troppa veemenza, che porta Scholes ad improvvisarsi Maradona segnando di Mano, ma l’arbitro Larsen vede e provvede, annullando il gol ed espellendo Scholes per somma di ammonizioni.

FESTA RUSSA – Gli ultimi assalti dello United non vanno a buon fine, e così al triplice fischio di Larsen che decreta la fine del match lo Zenit può esultare: è la prima squadra russa a vincere la Supercoppa Europea. Ai campioni di Russia vanno anche i complimenti di Ferguson: «Lo Zenit ha meritato di vincere, è innegabile, mi congratulo con loro per la vittoria». Advocaat è addirittura euforico, e pensa già alla Champions League: «visto quello che abbiamo fatto in Coppa UEFA perché non ripeterci in Champions League?».

TABELLINO
Manchester United - Zenit San Pietroburgo 1-2 (primo tempo 0-1)
Marcatori: Pogrebnyak (Z) al 44' p.t.; Danny (Z) al 14', Vidic (M) al 28' s.t.
Manchester United (4-3-3): Van der Sar; Neville (31' s.t. Brown), Ferdinand, Vidic, Evra; Fletcher (15' s.t. O'Shea), Scholes, Anderson (15' s.t. Park); Tevez, Rooney, Nani. (Kuszczak, Possebon, Gibson, Campbell). All. Ferguson.
Zenit San Pietroburgo (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, Krizanac (26' s.t. Radimov), Puygrenier (18' s.t. Shirokov), Sirl; Denisov, Tymoschuk, Zyryanov; Danny, Dominguez (1' s.t. Arshavin); Pogrebnyak. (Contofalsky, Fayzulin, Tekke, Kim). All. Advocaat.
Arbitro: Bo Larsen (Dan).
Note: spettatori 20mila circa. Espulso Scholes al 45' s.t. per doppia ammonizione. Ammoniti Anderson e Tevez per gioco scorretto. Recupero: 1' p.t., 4' s.t.
Antonio Giusto

Fonte: SportBeat

2 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Lo Zenit mi ha davvero impressionato, questa squadra ormai è una realtà del calcio europeo...la Juve la sua qualificazione se la dovrà sudare...ciao!

Antonio Giusto ha detto...

Lo Zenit è sì una realtà del calcio europeo, ma anche la tua Samp lo è ormai nel panorama italiano. Gran partita ieri, ed ennesima gran prova di Mazzarri, che pur senza prime punte ha ritagliato per Delvecchio un'interessantissima posizione che ha poi portato l'ex perugino a trovare la rete del pari.