mercoledì 21 aprile 2010

«Allo stadio le coltellate ci stanno»

Derby, altri sei arresti per gli scontri

Riporto di seguito l'intervista al romanista accoltellato alla gola dopo il derby.


[...] tu sei il sopravvissuto di una notte di follia. Hai avuto paura di morire?
“Sì, per qualche minuto. Ma me la sono cavata”.
Cosa ricordi di quei momenti?
“Tutto, sono rimasto cosciente”.
Sei stato aggredito alle spalle, quanti erano?
“Non lo so, non li ho visti, è stato un attimo”.
Cosa pensi dei tuoi aggressori?
“Niente, che devo pensare?”.
Potevano ucciderti...
“Allora? Dovrei dire che sono infami, pezzi di merda? No, allo stadio le coltellate si prendono e si portano a casa”.
Perché ti trovavi a Ponte Milvio, in mezzo agli scontri?
“E lo vengo a dire a te?”.
Allo stadio ci tornerai?
“Certo, perché non dovrei?”.
Perché è stato un derby tanto violento? Non avevate firmato un patto di non belligeranza?
“Sei poco informato”.
Il problema è con il gruppo laziale “In basso a destra”?
“Questo lo dici tu”.
Ma tu appartieni a qualche gruppo?
“La conversazione è finita”.

Fonte: Gazzetta.it


Perché gente del genere possa e debba avere qualcosa a che fare con il calcio, resta per me un mistero.

4 commenti:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

A me resta un mistero perchè a Roma fatti del genere accadono quasi domenicalmente ( magari non così gravi, ma la coltellata ci scappa sempre )ma nessuno venga mai punito o meglio, proprio un mistero non è, che ci sia di mezzo la politica?:-)...ciao!

Anonimo ha detto...

ma secondo te è vera l'intervista?
per me no.

Santeria

Antonio Giusto ha detto...

Andrea: c'è sicuramente lo zampino di qualcuno o qualcosa davvero importante. Ultimo esempio: la concessione della trasferta parmense al popolo romanista.

Santeria: perché metti in dubbio la veridicità dell'intervista? Sta' tranquillo che se i tuoi dubbi sono causati dalle parole utilizzate dall'ultrà, allora posso assicurarti che non c'è nulla di strano: chi appartiene a quel mondo vive e ragiona proprio in quella maniera.

Entius ha detto...

Credo anche io che l'intervista sia vera.
''allo stadio le coltellate si prendono e si portano a casa''. Ho i brividi al pensiero che un giovane ragioni così. Sarò retorico e banale ma questo non è sport, questo è guerra. E col calcio non c'entra nulla.