lunedì 14 marzo 2011

La zlatanata



Zlatan, l'hai fatta grossa. La manata a Marco Rossi, già vittima di Chivu, costerà carissima al figlio di Rosengård (malfamato quartiere di Malmö, dove Ibrahimović ha imparato ad accarezzare il pallone). Salterà le trasferte di Palermo e - forse: il Milan farà ricorso - Firenze, ma soprattutto il derby di Milano più atteso dal maggio 2003, quando Inter e Milan si giocarono l'Old Trafford di Manchester, teatro dei sogni ed in quell'occasione anche della finale di Champions League.
Che il campionato non si decida il 3 aprile - o il 2, se all'Inter riesce l'impresa di far fuori il Bayern Monaco - a me sembra una bugia bell'e buona. Se entrambe le squadre saranno ormai fuori dalla Champions League, come probabile, un successo nella stracittadina rossonerazzurra consentirebbe alla squadra vincente di mettere le mani sullo Scudetto: il Milan aumenterebbe un distacco rimasto sorprendentemente invariato nell'ultimo turno nonostante il pareggio bresciano dell'Inter, mentre un eventuale successo dei nerazzurri li catapulterebbe a due soli punti di distacco dai cuginastri, cui la pressione ed un calendario più ostico potrebbero giocare brutti scherzi.
Partitissima, insomma. E Zlatan sarà in tribuna. Un bene, dice qualcuno, ma io dissento. L'Ibrahimović furioso, paladino del gol, è una garanzia di successo, almeno entro i confini italiani: fuori si scioglie, l'ha dimostrato per l'ennesima volta nella tana del Tottenham. Ecco, il perché della manata a Rossi è forse incastrato nelle reti di White Hart Lane, dove Zlatan ha detto addio alla coppa più ambita. Frustrato per questo, la pioggia del mezzogiorno milanese ed un Bari troppo rognoso per essere con un piede e mezzo in B, hanno fatto il resto, consegnando all'Inter una ghiottissima occasione per riaprire un campionato che alla mezzanotte di venerdì pareva chiuso a doppia mandata.
a.g.

1 commento:

Manuel ha detto...

Il solito Zlatan..
http://atipicisportivi.wordpress.com/2011/03/17/il-paradosso-della-squalifica/