martedì 15 febbraio 2011

10 e Lodi

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Il numero dieci bianco in campo azzurro fa bella mostra di sé sulle spalle di Francesco Lodi, quando il fantasista napoletano si presenta al limite dell’area di rigore del Lecce per la battuta di un calcio di punizione. Tre passi, quanto basta per imprimere al pallone l’effetto desiderato e gonfiare la rete. Il pareggio, però, non basta, e cinque minuti più tardi c’è il replay: punizione dal limite, tre passi, tiro e corsa a perdifiato. Un sinistro talmente educato, quello di Ciccio Lodi, che se potesse chiederebbe scusa ai portieri dopo averli trafitti. Eppure, con questa doppietta al Lecce, è giunto a quota 3 gol in Serie A.

Storia di una promessa non mantenuta. Ultimo di otto fratelli, cresciuto inseguendo un pallone tra i mille vicoli di Napoli: era andato via di casa sognando di emulare Maradona ad appena 11 anni, destinazione Empoli. Accompagnato dal fratello Salvatore, che all’epoca faceva l’autista dal presidente Corsi ed assieme al quale gestisce oggi una scuola calcio a Frattamaggiore, si trasferisce in Toscana ed inizia a stupire. A quindici anni Rocca lo convoca in Under 17, onore concesso in precedenza solo a fuoriclasse come Totti e Pirlo, ed il 3 settembre 2000 esordisce in Serie B: prima giornata, complici le assenze di Maccarone e Di Natale l’allenatore Baldini lo butta nella mischia ad inizio ripresa al posto di Budan.
Le attenzioni nei suoi confronti si moltiplicano, chiedono informazioni su di lui Juventus e Milan, ma Lodi ed il suo sinistro scelgono di continuare con l’azzurro, Empoli o Nazionale che sia. Il mancino continua ad incantare, e poco importa se il destro gli serve solo per scendere dal letto: le ore trascorse con il piede «buono» legato alla rete di recinzione del campo dell’Oasis Club di Frattamaggiore (dove Lodi ha iniziato) nella speranza – vana – di migliorare il destro sono servite a poco. Intanto vince l’Europeo con l’Under 19 nel 2003, ed esordisce in A contro la Sampdoria nello stesso anno. Il calcio ormai è una professione, lautamente retribuita, e con i primi guadagni Francesco regala al padre la macchina dei suoi sogni: un modo per sdebitarsi, visti i tanti sacrifici fatti dal genitore che – pur di portare il pane in tavola – era arrivato a contrabbandare sigarette.
Con 6 gol in 27 partite contribuisce alla promozione dell’Empoli in Serie A nel 2005, ma nella massima serie non riesce ad imporsi. Pur di trovare spazio, accetta il prestito a Frosinone, dove segna 31 gol in due anni. Torna ad Empoli, ma si arrende al Brescia nei play-off, quindi l’Udinese in Serie A ed il mesto ritorno a Frosinone. Dal 31 gennaio il Catania, con la speranza di recuperare il tempo perduto. Magari a partire da domenica prossima, quando gli etnei saranno di scena al San Paolo di Napoli, lo stadio dei sogni di Francesco Lodi.

Antonio Giusto

Fonte: Guerin Sportivo.it

1 commento:

Andrea ha detto...

www.pianetasamp.blogspot.com

Come possa un giocatore dal talento purissimo come Lodi non giocare stabilmente in A da anni è un mistero...ciao!