venerdì 12 ottobre 2012

Davids torna in pista: allenatore-giocatore del Barnet

 

Edgar Davids, «il pitbull», non smette di ringhiare. Ad un paso dagli «anta» - il 13 marzo 2013 è dietro l'angolo - il mediano olandese torna in pista, in League Two, con il Barnet: affiancherà Mark Robson in panchina, pur continuando a dare il proprio, prezioso contributo in mezzo al campo.

Per Davids, leggenda juventina svezzata dall'Ajax, si tratta della prima esperienza da allenatore.
Antonio Giusto 
Fonte: Calcissimo

sabato 22 settembre 2012

Schalke 04 - Bayern Monaco 0-2: Müller incanta

 
 
Entrambe reduci da un successo in Champions League, 2-1 lo Schalke in casa dell'Olympiacos martedì, 2-1 il Bayern Monaco in casa propria contro il Valencia il giorno dopo, le due squadre - entrambe sin qui imbattute in Bundesliga - si affrontano a  Gelsenkirchen in un incontro valevole per la quarta giornata di campionato.

PARTITA Il primo tempo scivola via placidamente, con le due squadre che si rimbalzano il pallino del gioco, senza però concludere alcunché. L'unica occasione degna di nota è quella creta da Farfán: al trentacinquesimo si libera in area, e scarica un siluro che Neuer devia in angolo. Poco altro da annotare: un colpo di testa di Mandžukić su cross di Kroos (...) al 25', oltre la traversa, ed il prevedibilissimo diluvio di fischi riservati dalla curva dello Schalke a Neuer, che un tempo in quello spicchio di stadio intonava cori in favore dei propri beniamini vestiti di blu.

Il secondo tempo ci regala, dopo cinque minuti di gioco, la prova di quanto Draxler sia ancora immaturo: ruba palla ad un ingenuo Boateng sulla trequarti difensiva del Bayern, ed anziché servire ad Huntelaar il pallone dell'1-0, ne mantiene il possesso e finisce per farsi rimontare. Gli uomini di Heynckes, memori del detto «gol sbagliato, gol subito», danno immediatamente motivo di ulteriore rammarico al gioiellino dello Schalke: prima Kroos infila Unnerstall dopo una triangolazione con  Müller. Siamo al 55', tre minuti più tardi è il numero 25 a regalarci un'opera d'arte pallonara: prende la linea di fondo come il miglior Kobe Bryant,  beffa con un tunnel il malcapitato Fuchs e deposita il pallone nell'angolino basso alla destra di Unnerstall con un colpo da biliardo. E centoventi secondi più tardi Müller ci riprova, ma stavolta deve accontentarsi di un calcio d'angolo. Afellay subentra a Draxler, ma la musica non cambia: lo Schalke, cui l'uno-due del Bayern ha tagliato le gambe, attacca disordinatamente, scoprendo il fianco alle ripartenze avversarie. Fortunatamente, Unnerstall  fa buona guardia ed i gol al passivo sono due appena.

STEVENS Deve arrendersi alle individualità del Bayern. Giusto sostituire Draxler dopo un'ora ed un grave peccato d'egoismo.

HEYNCKES Il rombo offensivo ruota che è un piacere: nessun riferimento per i difensori avversari, e due gol.

ARBITRO Direzione senza macchia, quella di Kircher.

TOP PLAYER: Müller - Uno splendido gol, e l'assist per Kroos. Cosa volete di più?

BASS PLAYER:  Draxler - Paga l'inesperienza, ma le qualità ci sono. Ed anche il temo per maturare.

TABELLINO

SCHALKE 04 - BAYERN MONACO 0-2

MARCATORI: 55' Kroos, 58 'Müller.

SCHALKE 04 (4-2-3-1): Unnerstall - Höwedes, K. Papadopoulos, Matip, Fuchs - J. Jones (78' Hoeger), Neustädter - Farfan, Holtby (62' Barnetta), Draxler (63' Afellay) - Huntelaar. All.: Stevens.

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer - Lahm, Boateng, Dante, Badstuber - Luiz Gustavo, Schweinsteiger (89' Tymoshchuk) - Robben (84' Shaqiri), Kroos, T. Müller - Mandzukic (70' Martinez). All.: Heynckes.

ARBITRO: Kircher.

AMMONITI: Fuchs (76'), Matip (79').
 
Antonio Giusto 
 
Fonte: Calcissimo 

giovedì 20 settembre 2012

Inter - Rubin Kazan 2-2: Nagatomo salva l'Inter






Quarta partita casalinga per l'Inter, ancora alla ricerca di una vittoria a San Siro in questa stagione. L'obiettivo è quello di ottenerla contro il Rubin Kazan di Berdyev: squadra tignosa, che si difende con ordine e fa male in contropiede.

PARTITA Così come contro il Torino, Stramaccioni impone al perno centrale del centrocampo (Cambiasso, poi Gargano) di retrocedere tra Ranocchia e Samuel per impostare l'azione: come il Messico di La Volpe a Germania 2006 ed il Barça di Guardiola qualche anno più tardi. La manovra nerazzurra parte quindi da lontano, come di consueto, e si basa sua una trama più o meno fitta di passaggi, che però danno poche grane ad un attento Rubin Kazan, cui un generosissimo Jonathan offre su un piatto d'argento l'occasione di portarsi in vantaggio falciando Karadeniz ai confini dell'area di rigore: Deniz Aytekin, l'arbitro tedesco di evidenti origine turche, non può far altro che fischiare. Natcho calcia centralmente, Handanovič respinge e Ryazantsev la infila in rete. L'Inter, scossa dal quarto svantaggio in altrettante gare casalinghe, offre il fianco ai russi in un paio d'occasioni: Roman Eremenko, visto in Italia con le maglie di Udinese e Siena, sfiora in palo al 34esimo con un destro in diagonale, poi Jonathan si pappa il gol del pareggio ma - nel prosieguo dell'azione - Cassano e Livaja fanno le prove generali di un gol che arriverà poco dopo. Siamo al 39': il barese dà prova d'indiscussa genialità, Cambiasso legge il gioco in maniera alquanto misteriosa, esaudendo il desiderio del 99 e facendosi trovare pronto a crossare per un Livaja abile nell'insaccare il pallone in rete con la capoccia. Prima che l'arbitro fischi due volte, Ryazantsev flirta con la doppietta: prende un palo, e si va negli spogliatoi dopo un minuto di recupero.

Al rientro in campo, con Guarín al posto di un impresentabile Jonathan, ecco che i ruoli s'invertono: a far la partita, adesso, è il Rubin Kazan, con l'Inter che riesce a rendersi pericolosa in contropiede, ma il destro ad incrociare di Livaja - imbeccato da Cassano - termina alto sopra la traversa della porta difesa da Ryzhikov. Ben dieci minuti occorrono all'Inter per ristabilire le gerarchie territoriali, e Stramaccioni a questo punto opta per Milito: lo butta in campo, nella speranza che sia lui a buttarla in rete. Tra un dribbling e l'altro di Coutinho, ispirato ma poco incisivo, ecco che - un'ora di gioco sul cronometro - le squadre si allungano, e Natcho ci prova dalla distanza. Ma la palla non centra lo specchio, e qualche minuto dopo Berdyev si cautela, sostituendo il positivo Ryazantsev con Orbaiz: fuori un esterno con spiccate propensioni offensive e dentro un medianaccio, significa accontentarsi. Ma la frenesia dell'Inter, ottima sino alla trequarti, poi improvvisamente vana, consentono a Roman Eremenko di estrarre dal suo personalissimo cilindro un grazioso coniglio, che Salomón Rondón spolpa avidamente. La difesa nerazzurra, in occasione del gol è evidentemente impreparata: passi per l'indecisione causata dal colpo di genio di Eremenko, ma Ranocchia avrebbe potuto e dovuto far meglio, dopo il primo e non irresistibile controllo di Rondón. Terrorizzati dall'idea di veder violato San Siro anche stasera, Stramaccioni ed i suoi si producono in un tatticamente insensato ultimo assalto: ne vien fuori un Nagatomo regista, Samuel che ci dà dentro con la fantasia e con il tacco al limite dell'area, e Milito in formato ala destra a pennellar cross. Per chi? Per Nagatomo, naturalmente, che con un destro al volo stilisticamente impeccabile buca Ryzhikov. La follia nipponica chiude la spumeggiante partita.

STRAMACCIONI Atteso da un triplice impegno in campionato nella settimana che verrà, «Strama» risparmia Sneijder, Milito, Guarín e Pereira, dando spazio all'esuberanza di Coutinho e Livaja. Ma anche al disastroso Jonathan, cui giustamente impedisce di rientrare in campo per disputare il secondo tempo. La squadra è sintonizzata sulla sua lunghezza d'onda, quella del fraseggio, non sempre ragionato però: errori di misura, dettati da fretta e stanchezza, se ne son visti troppi stasera. E l'intesa, soprattutto quando c'è da gabbare la linea difensiva altrui, va migliorata.

BERDYEV Sempre il solito Rubin Kazan: ordinati in difesa, istruiti sul come agire in contropiede, ma ancorati al genio di Eremenko se bisogna inventarsi qualcosa con gli avversari ordinatamente disposti dinanzi alla propria porta. Quando inserisce Orbaiz si dichiara - in pratica - soddisfatto del pari, che quasi si trasforma in vittoria.

ARBITRO Il trentaquattrenne Deniz Aytekin, un po' fiscale certo, si guadagna la sufficienza. E, anzi, anche mezzo voto in più.

TOP PLAYER: Roman Eremenko - Sulla trequarti del Rubin Kazan c'è un faro che illumina la manovra: il suo nome è Roman Eremenko. Calcia, lancia, massaggia delicatamente il pallone e ne fa dono ai compagni, Rondon in primis. Transitato ad Udine, il motivo è presto detto. Strano, anzi, che i Pozzo se lo siano lasciati sfuggire.

BASS PLAYER: Jonathan - Abominevole. Difensivamente impresentabile, l'intervento che costa il rigore è raccapricciante: intervenire in quel modo su un avversario che si trova spalle alla porta in area di rigore è pura pazzia. Aggiungiamoci un gol sciupato e la poca propositività sulla fascia di competenza, sommata ai numerosi di misura, ed ecco spiegato il mio voto: 4.

TABELLINO

INTER - RUBIN KAZAN 2-2

MARCATORI: 17' Ryazantsev, 39' Livaja, 39' s.t. Rondon, 47' s.t. Nagatomo.

INTER: 1 Handanovic 6,5; 42 Jonathan 4 (1' s.t. Guarin 6), 23 Ranocchia 6,5, 25 Samuel 5,5, 55 Nagatomo 6,5; 19 Cambiasso 6,5, 4 Zanetti 6, 21 Gargano 6; 7 Coutinho 6; 99 Cassano 6,5 (22' s.t. Pereira 6), 88 Livaja 6,5 (16' s.t. Milito 6,5). All.: Andrea Stramaccioni 6.

RUBIN KAZAN: 1 Ryzhikov 6; 76 Sharonov 6, 4 Cesar Navas 6,5, 2 Kuzmin 6, 25 Marcano 6,5; 27 Bocchetti 6 (36' s.t. Kaleshin s.v.), 66 Natcho 6, 8 Ryazantsev 6,5 (25' s.t. Orbaiz 5,5), 61 Karadeniz 5,5; 23 R. Eremenko 7; 99 Rondon 6. All.: Kurban Berdyev 6,5.

ARBITRO: Deniz Aytekin (GER) Assistenti: Lupp- Walk (GER) Assistenti aggiunti: Fritz-Hartmann (GER). Quarto uomo: Henschel (GER).

AMMONITI: 35' Bocchetti, 29' s.t. Marcano, 31' s.t. Orbaiz, 44' s.t. Guarin.

NOTE: Recupero: 1', 3'. Spettatori: 28.472.

Antonio Giusto

Fonte: Calcissimo

Gilson Kleina, obiettivo: salvare il Palmeiras

 
È il quarantaquattrenne Gilson Kleina l'uomo scelto dal Palmeiras per cercare di agguantare una salvezza distante otto punti. Il Verdão, che chiude la classifica a braccetto con l'Atlético Goianiense, ha raggranellato la miseria di 5 vittorie ed altrettanti pareggi in 25 partite: Scolari è stato esonerato dopo il 3-1 rimediato al São Januário contro il Vasco da Gama, ed ora tocca a Kleina - che lo scorso anno ha riportato la Ponte Preta nella massima divisione dopo sei anni d'assenza - evitare che si ripeta quanto accaduto nel 2002.

Quel Brasileirão vide rivelarsi al mondo del calcio un Santos di promesse non del tutto mantenute - Diego, Robinho, l'Alex oggi al PSG, ma anche Elano e Renato - ma anche la discesa agli inferi di Palmeiras, Botafogo e Portuguesa: per queste tre grandi storiche del calcio brasiliano si trattò della prima retrocessione mai patita nella loro gloriosa storia. Gilson Kleina si augura di evitare un infausto bis.

Antonio Giusto

Fonte: Calcissimo

Jack Wilshere torna in campo

 
Dopo quattordici, interminabili mesi, Jack Wilshere è finalmente tornato in campo. Non per una partita, s'intende, ma semplicemente per allenarsi. Be', semplicemente: questo patrimonio del calcio non indossava gli scarpini dal 31 luglio 2011, quando si procurò una frattura da stress alla caviglia destra in un'amichevole precampionato con i New York Red Bulls.

Di lì in poi, un calvario che ha costretto Wilshere ha saltare l'intera stagione 2011-12, Europei e Olimpiadi casalinghe inclusi. Ora che è tornato, ad attenderlo c'è la prestigiosa maglia numero 10, ereditata da Robin van Persie: speriamo di vedergliela indossare al più presto.
Antonio Giusto 
Fonte: Calcissimo 

Anche Ballack in Australia?

 
 
Del Piero al Sydney FC, Heskey ai Newcastle Jets, ed ora Michael Ballack. La A-League rischia d'arricchire il proprio parco giocatori con l'ex centrocampista di Bayer Leverkusen e Bayern Monaco, ad un passo dall'accordo con i Western Sydney Wanderers.

Ballack, che compirà 36 anni il 26 settembre, firmerebbe un contratto annuale con i Wanderers: 800mila euro, oltre un milione di dollari australiani, per essere la stella della neonata squadra che si appresta a disputare il primo campionato della propria storia.

Se l'affare dovesse andare in porto, come assai probabile, per vedere Ballack e Del Piero affrontarsi sul campo di gioco non dovremo attendere a lungo: il 20 ottobre, infatti, la terza giornata della A-League 2012-13 propone un interessantissimo derby di Sydney.

Antonio Giusto 
 
Fonte: Calcissimo 

Demolito quindi anni fa lo stadio Sarrià, ospitò Italia - Brasile 3-2

 
Oggi son quindici anni, che lo stadio Sarrià non c'è più. Progettato dall'architetto Matías Colmenares, fu inaugurato il 18 febbraio 1923. Da allora, sino al 21 giugno 1997, l'Espanyol ha abitato qui: l'ultima partita, un 3-2 sul Valencia, vide in campo Mauricio Pochettino, che oggi siede invece in panchina. Demolito tre mesi più tardi, il 20 settembre, qui l'Espanyol disputò la gara d'andata della finale di Coppa UEFA 1987-88, vincendo 3-0 contro il Bayer Leverkusen cui poi riuscirà l'imponderabile rimonta nel match di ritorno.

Ma quando salta fuori il nome del Sarrià alle nostre latitudini, la memoria torna inevitabilmente a quel magico 5 luglio 1982. Italia - Brasile finisce 3-2, l'esaltante tripletta di Pablito Rossi e l'eroica parata di Zoff sul colpo di testa di Oscar. L'inaspettato, e perciò ancor più gustoso successo, ci garantsce un posto in semifinale: sappiamo tutti - il nostro Collovati ancor meglio, dato che era in campo - com'è andata a finire.

Antonio Giusto

Fonte: Calcissimo